RISTORANTE - Tradizioni
Marca Trevigiana è uno di quei luoghi ove il felice incontro
fra la ricchezza e la varietà dei doni della natura, le
fortunate circostanze della storia e la sapienza degli abitanti
hanno consentito di avere piatti fra i più gustosi e nel
contempo raffinati che sia dato d’incontrare.
La cucina è fortemente radicata nel territorio e segue
con puntiglio i ritmi delle stagioni, ricorrendo in primavera
alle erbe spontanee di campo e di monte, poi agli asparagi selvatici
e coltivati, quindi alla dovizia dei prodotti degli orti di casa,
e ancora ai funghi, a cominciare dai chiodini del Montello e del
Cansiglio, infine, quando l’inverno si fa più freddo
e più spoglio, al croccante, delizioso, sensuale radicchio
rosso di Treviso e a quello variegato di Castelfranco. E a questi
doni si uniscono le carni dei tanti animali che razzolano attorno
alle case di campagna: anatre, oche, faraone, polli, tacchini
e poi conigli, colombi, maiali e vitelli, cui s’aggiungono,
sui colli pedemontani, pecore agnelli, capre e ancora lepri, fagiani,
caprioli.
I fiumi danno con generosità il loro contributo, e sono
anguille, carpe, marcandole, lucci, temoli, tinche, trote, storioni;
nei fossi e negli acquitrini di pianura le rane e ovunque le chiocciole.
Questa è la terra delle solide accoppiate gastronomiche:
“polenta e funghi”, “polenta e formajo”,
“polenta e tocio”, “polenta e pesce” e,
per quanto riguarda il formaggio, si può avere a portata
di mano il Montasio, il Morlacco, l’Asiago, il formaggio
di malga, le casatelle, la“puina” e addirittura il
“formajo imbriago”, che è un latteria o un
Montasio messo a maturare per un paio di mesi in mosto e vinacce.
Se ci volgiamo un attimo indietro, alle vecchie tradizioni cucinarie
della Marca, scopriamo soprattutto zuppe fumanti, e poi risi e
patate, pasta e fagioli, s’ciosi in vari modi, salumi, agnello
o capretto al forno, coniglio in tegame, frittate varie, carne
di maiale e specialmente costicine, formaggi, castagne e, sempre,
la polenta. In pianura le trippe in brodo o alla parmigiana, i
bigoli con l’anatra bollita o al forno, l’oca arrosta
o in umido o anche lessata, spezzatini vari, bolliti misti, grigliate
di animali da cortile, stinco di vitello al forno, uova e frittate,
l’anguilla in umido, il baccalà, la renga, radicchi
e fagioli.
I pasti, specie invernali, non potevano non finire con qualcuno
dei distillati tipici o dei deliziosi liquori preparati in casa
con capacità e amore: grappe, grappe aromatizzate, rosoli,
nocino, liquori di lampone, mirtilli, cumino, al caffè,
alla liquirizia e poi ciliege e uva sciroppate, per concludere
in modo caldo e festoso una cerimonia familiare o un incontro
di amici.